Minitoracotomia: quali sono i vantaggi per il paziente

Minitoracotomia: quali sono i vantaggi per il paziente

14 Feb 2023

La chirurgia nell’ultimo decennio è stata fonte di continue innovazioni. Non fa eccezione la cardiochirurgia, in cui l’utilizzo di tecniche endoscopiche ha reso molto più sopportabile per il paziente l’esecuzione di interventi dapprima molto invasivi e complessi.

L’approccio in minitoracotomia viene utilizzato per l’esecuzione di alcuni tipi di rivascolarizzazione miocardica (Bypass aorto-coronarico) ma soprattutto per le patologie a carico della valvola mitrale, della valvola aortica, della valvola tricuspide e della parte ascendente dell’aorta.

Tale approccio chirurgico avviene tramite una piccola incisione di circa 5-7 cm a livello del II-III o IV spazio intercostale lateralmente negli uomini e a livello del solco sotto-mammario nelle donne, e permette un recupero clinico e funzionale nettamente superiore rispetto alla chirurgia tradizionale che avviene tramite una sternotomia mediana, una incisione molto più invasiva e dolorosa perché prevede l’apertura completa del torace.

Con tale tipo di approccio il tempo di intubazione post-operatoria, di permanenza in terapia intensiva e di durata del periodo post-operatorio e riabilitativo è ridotto anche rispetto ad interventi in ministernotomia, cioè quelli che prevedono un’incisione parziale dello sterno per interventi sulla valvola aortica o sull’aorta ascendente.

Inoltre, il numero di trasfusioni di sangue per paziente risulta significativamente ridotto a causa delle ridotte perdite ematiche, così come l’insorgenza di complicanze peri-operatorie. La mancata divaricazione del torace offre un’opportunità terapeutica anche in quei pazienti definiti “fragili”, cioè con comorbidità tali per cui un intervento tradizionale sarebbe deleterio ed il cui rischio chirurgico potrebbe risultare esageratamente complesso con l’approccio tradizionale.

D’altronde, anche da un punto di vista psicologico, la mancata apertura dello sterno per via diretta, unito alla netta riduzione del dolore ed alla professionalità del trattamento chirurgico, consente di affrontare il periodo intra e post-operatorio in modo più sereno, perché il paziente non subisce il trauma della divaricazione del torace attraverso una sternotomia.

Questo tipo di approccio consente di trattare le patologie valvolari in modo isolato oppure anche in combinazione, sempre con una piccola incisione di alcuni cm di lunghezza.

I risultati sono eccellenti però solo in Centri ad alto volume per la chirurgia minitoracotomica. Le statistiche mettono in luce risultati migliori in questo tipo di strutture d’avanguardia non solo in termini di sopravvivenza dei pazienti ma anche di risultati a distanza. Quindi il cardiopatico che si avvia ad un percorso deve essere guidato in Centri Altamente Specializzati, dove potersi affidare ad equipes con elevata esperienza.

Per il paziente affetto da una patologia cardiaca per cui è indicato l’intervento chirurgico, e per la sua famiglia, la fase dell’intervento ed il decorso pre e post-operatorio sono fonte di stress ed ansie. È fondamentale, pertanto rivolgersi ad una struttura con personale di elevata esperienza al fine di ottenere risultati garantiti a breve ed a lungo termine, con standard di sicurezza alti. In questo panorama, l’approccio chirurgico in minitoracotomia destra per interventi sulle valvole cardiache, rappresenta attualmente il massimo della tecnica chirurgica a disposizione, con risultati di durata sovrapponibili all’intervento tradizionale e migliori per quanto riguarda degenza e complicanze peri o intraoperatorie.

 

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